Mag 14

AgID: pubblicate le Linee guida sull’acquisizione e il riuso del software nella PA (Determinazione AgID, n. 115 del 9 maggio 2019).

Con Determinazione n. 115 del 9 maggio 2019, l’Agenzia per l’Italia Digitale (“AgID”) ha adottato le “Linee guida su acquisizione e riuso di software per le pubbliche amministrazioni”, in attuazione dagli artt. 68 e 69 del Codice dell’Amministrazione Digitale (di seguito “CAD”).
Le Linee Guida sostituiscono la precedente circolare 63/2013 “Linee guida per la valutazione comparativa prevista dall’art. 68 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 Codice dell’Amministrazione digitale” introducendo importanti novità, quali (i) l’eliminazione del “catalogo del riuso”, (ii) la previsione secondo la quale il software sviluppato da una PA deve essere sottoposto ad una licenza aperta (EUPL 1.2, con alcune eccezioni che consentono l’uso di licenze AGPL 1.2, BSD 3 e CCBY 4.0) e (iii) l’eliminazione dell’obbligo per una PA di ricorrere a convenzioni per riutilizzare il software sviluppato da altra PA.
In particolare, le Linee Guida individuano:

a. le modalità e i criteri con i quali una PA deve effettuare la valutazione comparativa (di tipo tecnico ed economico) per decidere la modalità di acquisizione di un software tra una delle situazioni disponibili sul mercato (art. 68 del CAD).

Nello specifico, il processo decisionale  della PA così come descritto nel documento consta di tre cd. Macro fasi:
1. Macro fase 1: la PA definisce le esigenze di acquisto, specificando i bisogni e i vincoli (organizzativi ed economici) per l’identificazione di una soluzione adeguata;
2. Macro fase 2: la PA accerta la possibilità di soddisfare le proprie esigenze utilizzando una soluzione già in uso presso altre PPAA (c.d. “soluzioni a riuso delle PA”) o a software libero o codice sorgente aperto (c.d. “soluzioni Open Source”).
3. Macro fase 3: se la Macro fase 2 non permette di rispondere alle esigenze della PA, si persegue il soddisfacimento delle stesse attraverso il ricorso a programmi informatici di tipo proprietario, mediante ricorso a licenza d’uso e/o a realizzazioni ex novo.

b. La piattaforma per la pubblicazione di codice sorgente sotto licenza aperta e la documentazione del software messo a riuso dalle PPAA, indicando anche le modalità tecniche di utilizzo (art. 69 del CAD). Questo consente alle PPAA che, all’esito della valutazione comparativa di cui all’art. 68 del CAD scelgano di prendere a riuso un software esistente o di utilizzare un software “Open Source”, di non dover più conseguire un’autorizzazione da parte della PA titolare dei diritti sul software e di non dover stipulare con questa alcuna convenzione, né richiesta di accesso.

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