Gen 7

5G: l’AGCM individua gli ostacoli normativi all’installazione di impianti di telecomunicazione mobile e broadband wireless access (Segnalazione AS1551 del 21 dicembre 2018).

L’Autorità della Concorrenza e del Mercato (di seguito “AGCM” o “Autorità”), nell’adunanza del 12 dicembre 2018 ha deliberato di inviare una segnalazione a talune Istituzioni statali, regionali e comunali evidenziando gli ostacoli all’installazione di impianti di telecomunicazione mobile e broadband wireless access presenti nelle previsioni normative locali, regionali e nazionali, che potrebbero determinare un significativo rallentamento alla transizione dell’Italia alle tecnologie 5G.
A livello comunale, provinciale e regionale, l’AGCM individua le seguenti criticità:
Regolamenti comunali disomogenei ed in contrasto con la normativa nazionale: numerosi regolamenti comunali presentano criteri di localizzazione che precludono e/o limitano significativamente l’installazione di impianti di telecomunicazione in ampie porzioni del territorio, impedendo la copertura di rete da parte degli operatori soprattutto nelle aree a destinazione residenziale, violando l’art. 86, comma 3, del D. Lgs. n. 259/2003 (di seguito “Codice delle Comunicazioni elettroniche”) che assimila gli impianti di comunicazione elettronica alle opere di urbanizzazione primaria aventi carattere di pubblica utilità. Inoltre, molti Comuni violano e/o aggravano le procedure autorizzatorie previste dal Codice, imponendo agli operatori la presentazione del permesso a costruire – nonostante l’installazione di impianti di telecomunicazione non sia assoggettabile alle procedure previste dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico sull’edilizia) – e la produzione di una documentazione ulteriore e più dettagliata rispetto a quella prevista dal Codice stesso.
Aumento delle emissioni elettromagnetiche: i divieti imposti in determinate zone comunali costringono gli operatori a installare un numero maggiore di impianti nelle altre, con aumento delle emissioni elettromagnetiche ed in contrasto con gli obiettivi di minimizzazione dell’esposizione. Inoltre, alcuni regolamenti comunali e alcune Arpa fissano limiti alle emissioni elettromagnetiche e di potenza difformi da quelli stabiliti dalla normativa nazionale, ostacolando così l’installazione di impianti di telecomunicazione nel territorio.
Attività delle Arpa regionali: le Arpa regionali, nell’ambito delle loro attività per la verifica del rispetto dei limiti elettromagnetici, talvolta autorizzano gli operatori per valori di potenza nominali superiori rispetto a quelli effettivamente erogati in servizio.
Province autonome di Trento e Bolzano: il Decreto del Presidente della Provincia autonoma di Trento del 20 dicembre 2012, n. 25-100/Leg. ed il Decreto del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano del 13 novembre 2013, n. 36 prevedono procedure di autorizzazione difformi rispetto a quelle previste dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche e più onerose per gli operatori.
A livello nazionale l’AGCM ha rilevato le seguenti criticità:
Mancanza di uniformità legislativa: è assente un indirizzo nazionale idoneo ad uniformare l’iter autorizzativo per la realizzazione di impianti di telecomunicazione, che possa definire chiaramente procedure e moduli senza generare dubbi interpretativi e applicativi a livello locale.
Limiti elettromagnetici nazionali troppo bassi: i limiti elettromagnetici previsti in Italia sono fra i più restrittivi dell’Unione Europea. A tal proposito, l’Autorità segnala che tali limiti potrebbero essere incompatibili con l’installazione di tecnologie 5G, soprattutto con riferimento all’obiettivo di qualità di 6 V/m, previsto dal D.P.C.M. 8 luglio 2003, di gran lunga inferiore ai limiti stabiliti a livello europeo dalla Commissione per la protezione delle radiazioni non ionizzanti (ICNIPR) compresi fra 39 V/m e 61 V/m.
Alla luce delle criticità rilevate, l’Autorità individua i seguenti indirizzi generali che dovranno essere osservati dalle amministrazioni interessate per la rimozione degli ostacoli sia a livello locale che nazionale:
 rimozione delle restrizioni ingiustificate all’installazione di impianti di telecomunicazione ritenute illegittime dalla costante giurisprudenza costituzionale e amministrativa;
 messa a disposizione degli operatori Telco di tutte le informazioni relative agli impianti installati e alle loro caratteristiche/schede tecniche, indicando altresì le aree in cui è possibile localizzare gli impianti;
 previsione di meccanismi che permettano la localizzazione degli impianti di telecomunicazione aventi la qualità di opere di urbanizzazione primaria, anche tramite meccanismi di deroga ai criteri di localizzazione degli impianti e meccanismi di proposta di siti alternativi;
 previsione di meccanismi di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione all’installazione di impianti tramite l’implementazione di uno sportello unico tramite cui far transitare tutte le istanze e la previsione di strumenti quali i protocolli di intesa tra amministrazioni e operatori Telco.
Infine, l’AGCM rileva la necessità che Governo e Ministero dello Sviluppo Economico valorizzino e rendano pienamente operativo lo strumento del SINFI (catasto delle reti), fornendo così le informazioni necessarie per l’installazione di impianti e mettendo a disposizione le informazioni relative alla loro localizzazione e le loro caratteristiche tecniche.

AGCM_segnalazione_5G