Ott 8

Appalti pubblici: il Parlamento Europeo incoraggia l’adozione di criteri di qualità (Parlamento Europeo, sessione Plenaria, 4 ottobre 2018).

In una relazione approvata venerdì in sessione plenaria, il Parlamento europeo ha criticato l’adozione in molti Stati membri del criterio di aggiudicazione del prezzo più basso ed ha altresì ribadito l’esigenza di sostenere la partecipazione delle PMI alle gare d’appalto.
Il Parlamento si dichiara soddisfatto dell’introduzione in molti Stati membri di disposizioni che prevedano l’uso di criteri aggiudicazione qualitativi (come il criterio dell’offerta più vantaggiosa), e incoraggia la loro applicazione sistematica.
Le stazioni appaltanti dovrebbero infatti tenere conto degli aspetti qualitativi, ambientali e sociali di beni e servizi e evitare l’applicazione sistematica di criteri basati unicamente sul costo/prezzo.
Gli Eurodeputati hanno invitato dunque la Commissione Europea a:
– Individuare e analizzare le ragioni dell’uso eccessivo del criterio di aggiudicazione del prezzo più basso;
– Utilizzare appalti innovativi per rafforzare l’economia circolare e eco-sostenibile;
– Incentivare la partecipazione delle PMI alle gare d’appalto, anche mediante il frazionamento obbligatorio in lotti, ove possibile, o limitando il fatturato richiesto come requisito di partecipazione;
– Incoraggiare lo svolgimento di gare in forma telematica, mediante l’introduzione di processi elettronici per tutte le fasi principali;
– Adottare strategie nazionali per modernizzare le procedure nazionali e migliorarne l’efficienza;
– Incentivare le procedure di appalto congiunte, anche a livello transfrontaliero;
– Utilizzare strumenti efficienti in termini di costi, per la gestione dei contratti e per garantire la trasparenza e l’integrità dei dati;
– Garantire l’interoperabilità di beni e servizi per evitare il lock-in del fornitore;
– Sviluppare piani nazionali sulla professionalizzazione, ponendo attenzione a tutti i livelli della pubblica amministrazione, e su criteri di qualità, come quelli ambientali e sociali;
– Adottare un codice etico a livello europeo, valido per tutti i soggetti operanti nel settore degli appalti pubblici;
– Incoraggiare le università a organizzare corsi in materia di diritto dell’Unione degli appalti.

La suddetta relazione del Parlamento Europeo segue due comunicati ed una raccomandazione presentate dalla Commissione europea il 3 ottobre 2017. Secondo i dati riportati dalla Commissione, il 55 % delle gare d’appalto si svolge ancora secondo il criterio di aggiudicazione del prezzo più basso e solo il 45% viene aggiudicato alle PMI.

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