Mar 7

Sviluppo dei sistemi wireless e mobili 5G ed utilizzo di nuove porzioni di spettro al di sopra dei 6 GHz. L’AGCOM rende noti gli esiti dell’Indagine conoscitiva di cui alla delibera n. 557/16/CONS.

Con comunicato del 5 marzo 2018, l’Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni (di seguito AGCOM) ha reso noti gli esiti dell’indagine conoscitiva di cui alla Delibera n. 557/16/CONS, concernente le prospettive di sviluppo dei sistemi wireless e mobili verso la quinta generazione (5G) e l’utilizzo di nuove porzioni di spettro al di sopra dei 6 GHz.

Dal punto di vista generale, è stato sostanzialmente confermato come lo sviluppo del 5G riguardi un insieme estremamente variegato di servizi e applicazioni, che nel loro complesso non sono riconducibili all’impiego di una sola gamma di frequenze ma piuttosto ad un insieme di varie gamme, aventi ciascuna determinate caratteristiche, con infrastrutture di rete mobile e wireless diffusamente interconnesse con quelle di rete fissa e, in particolare, con quella in fibra ottica e con la possibilità, per talune funzionalità ed impieghi particolari, di collegamenti realizzati attraverso l’uso di reti satellitari.

Inoltre, data la convergenza in atto, è stato evidenziato come la disponibilità di risorse spettrali rappresenti uno degli asset strategici per lo sviluppo e il lancio non solo dei servizi mobili di quinta generazione ma anche per competere sul mercato del fisso. Dunque, lo spettro assumerebbe la caratteristica di risorsa essenziale ai fini di una effettiva competizione sul mercato fisso e mobile, essendo uno degli elementi principali a disposizione degli operatori per caratterizzare il proprio servizio in termini di copertura e di capacità. È stata quindi espressa da alcuni l’opinione che tutti gli operatori, indipendentemente dalla loro provenienza (dal servizio fisso o da quello mobile), debbano essere messi nelle condizioni di poter accedere alle risorse spettrali per lo sviluppo di servizi mobili 5G.

Di seguito i principali aspetti trattati.

  • Sviluppi tecnologici ed implicazioni a livello di uso dello spettro in ottica 5G.
  • Bande di frequenze candidate in ottica 5G.

A valle delle conclusioni accolte a livello euro unitario dal RSPG, si ritiene che il 5G si possa sviluppare nelle bande prioritarie, precisamente quella a 700 MHz, 3.6 GHz e quella a 26 GHz. Limitata è la possibilità di utilizzare bande di frequenza al di sotto dei 6 GHz per realizzare layer altamente prestazionali, data la scarsa disponibilità di porzioni di banda a tali frequenze.

Dall’indagine è emerso che, in generale, la banda 26 GHz viene riconosciuta quale banda adatta a fornire elevate capacità di trasmissione, con prestazioni di copertura attese migliori rispetto ad altre frequenze ancor più elevate nella gamma superiore ai 6 GHz.

  • Aspetti tecnologici concernenti l’uso dello spettro relativi allo sviluppo delle reti 5G (small cells, network densification, backhauling, massive MIMO)

La densificazione delle reti, attraverso l’impiego di small cells, rappresenta una delle leve principali per il raggiungimento delle performance attese per i sistemi 5G, impiegando sia la banda di frequenza 3.4-3.8 GHz che le bande sopra i 6 GHz. Si auspica l’applicazione di un framework normativo che permetta di istallarle in regime di autorizzazione generale, che includa, altresì, una revisione dei limiti attuali di emissioni elettromagnetiche, al fine di semplificare i processi di rollout e di facilitare il lavoro dei soggetti preposti al controllo (ARPA, Enti Locali). Il backhauling rappresenterà una componente su cui intervenire per assicurare velocità elevate dei servizi dati e la diffusione dei servizi a banda ultra larga in mobilità, tramite soluzioni basate su ponti radio operanti nelle bande ad alta frequenza. La tecnica di Massive MIMO, per essere pienamente efficace in ambito 5G dovrà essere sfruttata su ampiezze di banda notevoli e mostrerà il suo potenziale in ambito small cells soprattutto se applicata alle bande di frequenze ad onde millimetriche.

  • Aspetti relativi alle modalità di assegnazione dello spettro relativi allo sviluppo delle reti 5 G (licensing, coverage, spectrum sharing)

Alle modalità classiche di assegnazione con diritti d’uso esclusivi potranno affiancarsi nuove forme di licensing (light licensing, unlicensed, licensed assisted access), sebbene il diritto d’uso esclusivo classico sia considerato da parecchi operatori come quello maggiormente in grado di fornire più garanzie sulla qualità e sullo sfruttamento ottimale delle frequenze da parte dell’assegnatario. Quanto agli obblighi di copertura (coverage) si è prospettata l’opportunità di una possibile estensione geografica dei diritti d’uso per le bande di futura assegnazione. Inoltre, è emerso che con l’introduzione del 5G potrà aumentare il numero di applicazioni che richiedono una continuità territoriale, e se ne potrà assicurare la disponibilità agendo direttamente nei confronti delle entità che li offrono. Quanto all’estensione geografica vari operatori preferiscono quella nazionale, al fine di garantire uno sviluppo omogeneo della tecnologia sul territorio nazionale, minimizzando le aree di rispetto. In merito allo spectrum sharing, si è ritenuto che le alte frequenze, aventi minori proprietà propagative, potrebbero facilitare la condivisione dello spettro con alcuni degli utilizzatori preesistenti.

  • Sviluppi del settore Internet of Things (di seguito IoT) e impatti del 5G

Si è evidenziata la rapida evoluzione del settore IoT, e l’uso dello spettro in esso impiegato, con particolare riferimento agli sviluppi tecnologici che impiegano sia spettro di tipo licenziato che di tipo collettivo.

Le frequenze al di sotto di 1 GHz sono le principali candidate allo sviluppo di servizi IoT, poiché la maggior parte delle applicazioni che di essi fruiscono richiede un deployment a basso costo. Tuttavia anche le bande intermedie o alte potrebbero avere un ruolo nello sviluppo nel settore, in relazione ad applicazioni con requisiti di throughput maggiormente elevati che prevedano la concentrazione di numerosi device in aree contenute.

In tale settore, dunque, le soluzioni basate su tecnologie wireless appaiono più idonee in termini prestazionali rispetto alle soluzioni basate su frequenze ad uso collettivo, in ragione di superiori garanzie di affidabilità, sicurezza, privacy.

  • Aspetti concernenti l’evoluzione delle architetture di rete 5G e modelli di business.

Componenti fondamentali delle architetture di rete 5G saranno flessibilità, programmabilità e automazione dei processi, orchestrazione delle risorse di rete, provisioning, administration e maintenance, garantendo ottimizzazione, semplificazione e riduzione dei costi. Verranno abilitati inoltre nuovi modelli di accesso ed interconnessione, come ad esempio la virtualizzazione della rete che permetterà di creare vere e proprie reti dedicate al fornitore di servizi mobili.

È stata sottolineata, infatti, la possibilità di offrire servizio anche in modalità wholesale, secondo modelli già adottati per l’infrastruttura di rete fissa, facendo così emergere nel contesto di mercato italiano la figura dell’operatore all’ingrosso aggregatore anche di frequenze spettrali, garantendo il rispetto delle condizioni concorrenziali e la massimizzazione dell’economia di rete e degli investimenti. È stato rilevato che in tale modello di operatore wholesale puro, favorito dalla flessibilità delle nuove architetture di rete in ottica 5G, i servizi offerti sarebbero rivolti non solo agli operatori radiomobili ma anche a nuove categorie di attori della filiera del business, consentendo la comparsa di nuovi utilizzatori di reti e servizi e riducendo le problematiche di accesso e interconnessione

  • Sviluppo dei principali mercati verticali in ottica 5G

Le reti 5G impatteranno diversi mercati verticali: sanità e benessere, sicurezza e sorveglianza, energia, smart grid, smart energy, auto, manifattura e industria, education, learning, entertainment. Al fine di garantire la diffusione dei servizi 5G, sarà opportuno favorirne l’integrazione con i mercati adiacenti, mediante l’utilizzo dei seguenti servizi/soluzioni: smart city, public safety, monitoraggio ambientale, smart utilities, e-Health/Care & Surgery, Turismo e cultura, Connected Vehicles e ITSLogistic, Media e Entertainment/Virtual Reality, Smart Agriculture, Smart Home & Enterprise Building.

L’indagine si è svolta anche grazie ai contributi di alcuni dei principali costruttori di apparati e dispositivi di comunicazioni elettroniche, dei quattro operatori di rete mobile nazionale, di operatori di rete fissa o di accesso wireless fisso o virtuali, nonché di rappresentanti dell’industria satellitare ed associazioni.

L’AGCOM conclude affermando che il tema della proroga dei diritti d’uso in banda 3.4-3.6 GHz, in corso di trattazione in procedimento separato, e l’attuazione delle misure previste in tema di uso efficiente dello spettro e transizione alla tecnologia 5G di cui alla legge 27/12/2017, n. 205, che prevede la definizione delle procedure di assegnazione delle bande 700 MHz, 3.6-3.8 GHz e 26 GH entro aprile 2018 (cfr. Delibera 89/18/CONS), possano già ritenersi quali primi naturali spin off dell’indagine, riservandosi, altresì, di valutare successivamente l’opportunità di avviare eventuali ulteriori supplementi di indagine in materia 5G.

AGCOM_Esiti indagine conoscitiva Delibera n. 557-16