14 Lug Italia Oggi: AI Act e trasparenza, le nuove sfide organizzative per le imprese
L’entrata in vigore delle scadenze chiave dell’AI Act segna un passaggio strutturale per il tessuto economico europeo: l’adeguamento normativo non è più un’opzione tecnologica, ma un requisito organizzativo imprescindibile.
Il recente pacchetto di modifiche introdotto dall’Unione Europea con l’Omnibus digitale ha rimodulato al 2027 e 2028 gli adempimenti più complessi per i sistemi ad alto rischio, garantendo maggiore gradualità. Restano tuttavia confermate e imminenti le scadenze cardine in tema di trasparenza aziendale, divieti d’uso e alfabetizzazione del personale (AI Literacy).
La vera sfida non è tecnica, ma di governance: molte imprese utilizzano già l’AI nei processi quotidiani (dal marketing alla contrattualistica) in modo decentralizzato o senza un censimento formale. Questa mancanza di controllo espone le aziende a pesanti rischi sanzionatori, reputazionali e di blocco operativo.
Sul tema, il recente articolo pubblicato su Italia Oggi, raccoglie i punti di vista di professionisti e professioniste.
Tra gli intervistati anche il nostro founding partner Luca Tufarelli:
«La necessità di una regolamentazione dell’intelligenza artificiale è oramai condivisa a livello mondiale. L’AI Act ha fatto scuola con vari errori di gioventù tra cui la ripetizione di obblighi già previsti da altri settori della regolamentazione del digitale ovvero obblighi non realmente implementabili», spiega l’avv. Tufarelli. «Il Digital Omnibus risolve questi errori anche nella prospettiva di una integrazione ed armonizzazione della regolamentazione dell’intero settore del digitale. Fatto sta che alcuni obblighi sanciti dall’AI Act diventeranno comunque effettivamente applicabili alle aziende e, soprattutto, sanzionabili. Penso agli obblighi in materia di trasparenza, al divieto d’uso di strumenti di IA a rischio inaccettabile, alla formazione del personale (AI Literacy). Il rischio principale è usare l’IA in azienda senza una adeguata analisi e valutazione dei rischi e questo anche se i sistemi sono forniti da terzi. Perciò risulta importante eseguire una mappatura attenta dei sistemi utilizzati (o sviluppati) in azienda. La parola chiave è tracciabilità: sapere quali sistemi si usano, per quali finalità, con quali dati, con quali fornitori ed utilizzando quali controlli umani. La mancanza di accountability e governance espone a sanzioni, ma anche a contestazioni privacy, danni reputazionali e blocchi operativi. Alcune delle aziende che assistiamo hanno già realizzato i loro sistemi di compliance ed in alcuni casi stanno procedendo con le attività di certificazione dei loro processi di sviluppo dei sistemi secondo gli standard ISO attualmente disponibili».
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