14 Gennaio

ANAC: l’Autorità propone al Parlamento e al Governo la modifica dell’art. 77 del D. Lgs. n. 50/2016 recante la disciplina dell’Albo nazionale dei componenti delle commissioni giudicatrici (Atto di segnalazione n. 1 del 9 gennaio 2019).

Con atto di segnalazione n. 1 del 9 gennaio 2019, il Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (“ANAC”), ha segnalato al Parlamento e al Governo l’opportunità di apportare urgenti modifiche alla disciplina in tema di nomina delle commissioni giudicatrici di cui agli artt. 77 e 78 del D. Lgs. n. 50/2016.

10 Gennaio

ANAC: L’operatività dell’Albo dei Commissari di gara di cui all’art. 78 del D. Lgs. n. 50/2016 è differita al 15 aprile 2019 (Comunicato del Presidente dell’ANAC del 9 gennaio 2019).

Con Comunicato del Presidente del 9 gennaio 2019, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (“ANAC”) ha disposto il differimento alla data del 15 aprile 2019 (dall’originaria previsione del 15 gennaio) per la piena operatività dell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici di cui all’art. 78 del D. Lgs. n. 50/2016.

8 Gennaio

Alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea presupposti e modalità dell’affidamento in house alla luce del Codice dei contratti pubblici (Consiglio di Stato, Sez. V, ordinanza 7 gennaio 2019, n. 138).

Con ordinanza n. 138/2019 pubblicata il 7.1.2019, il Consiglio di Stato ha rimesso alla CGUE la questione circa la compatibilità con il diritto dell’Unione Europea dell’art. 192, 2 comma, del D. Lgs. n. 50/2016 in materia di affidamento diretto a società in house, e dell’art. 4, 1 comma, del D. Lgs. n. 175/2016 in materia di vincoli alla partecipazione delle amministrazioni pubbliche in società aventi per oggetto attività di produzione di beni e servizi non strettamente necessarie al perseguimento delle proprie finalità istituzionali.

7 Gennaio

5G: l’AGCM individua gli ostacoli normativi all’installazione di impianti di telecomunicazione mobile e broadband wireless access (Segnalazione AS1551 del 21 dicembre 2018).

L’Autorità della Concorrenza e del Mercato (di seguito “AGCM” o “Autorità”), nell’adunanza del 12 dicembre 2018 ha deliberato di inviare una segnalazione a talune Istituzioni statali, regionali e comunali evidenziando gli ostacoli all’installazione di impianti di telecomunicazione mobile e broadband wireless access presenti nelle previsioni normative locali, regionali e nazionali, che potrebbero determinare un significativo rallentamento alla transizione dell’Italia alle tecnologie 5G.
A livello comunale, provinciale e regionale, l’AGCM individua le seguenti criticità:
Regolamenti comunali disomogenei ed in contrasto con la normativa nazionale: numerosi regolamenti comunali presentano criteri di localizzazione che precludono e/o limitano significativamente l’installazione di impianti di telecomunicazione in ampie porzioni del territorio, impedendo la copertura di rete da parte degli operatori soprattutto nelle aree a destinazione residenziale, violando l’art. 86, comma 3, del D. Lgs. n. 259/2003 (di seguito “Codice delle Comunicazioni elettroniche”) che assimila gli impianti di comunicazione elettronica alle opere di urbanizzazione primaria aventi carattere di pubblica utilità. Inoltre, molti Comuni violano e/o aggravano le procedure autorizzatorie previste dal Codice, imponendo agli operatori la presentazione del permesso a costruire – nonostante l’installazione di impianti di telecomunicazione non sia assoggettabile alle procedure previste dal D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo Unico sull’edilizia) – e la produzione di una documentazione ulteriore e più dettagliata rispetto a quella prevista dal Codice stesso.
Aumento delle emissioni elettromagnetiche: i divieti imposti in determinate zone comunali costringono gli operatori a installare un numero maggiore di impianti nelle altre, con aumento delle emissioni elettromagnetiche ed in contrasto con gli obiettivi di minimizzazione dell’esposizione. Inoltre, alcuni regolamenti comunali e alcune Arpa fissano limiti alle emissioni elettromagnetiche e di potenza difformi da quelli stabiliti dalla normativa nazionale, ostacolando così l’installazione di impianti di telecomunicazione nel territorio.
Attività delle Arpa regionali: le Arpa regionali, nell’ambito delle loro attività per la verifica del rispetto dei limiti elettromagnetici, talvolta autorizzano gli operatori per valori di potenza nominali superiori rispetto a quelli effettivamente erogati in servizio.
Province autonome di Trento e Bolzano: il Decreto del Presidente della Provincia autonoma di Trento del 20 dicembre 2012, n. 25-100/Leg. ed il Decreto del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano del 13 novembre 2013, n. 36 prevedono procedure di autorizzazione difformi rispetto a quelle previste dal Codice delle Comunicazioni Elettroniche e più onerose per gli operatori.
A livello nazionale l’AGCM ha rilevato le seguenti criticità:
Mancanza di uniformità legislativa: è assente un indirizzo nazionale idoneo ad uniformare l’iter autorizzativo per la realizzazione di impianti di telecomunicazione, che possa definire chiaramente procedure e moduli senza generare dubbi interpretativi e applicativi a livello locale.
Limiti elettromagnetici nazionali troppo bassi: i limiti elettromagnetici previsti in Italia sono fra i più restrittivi dell’Unione Europea. A tal proposito, l’Autorità segnala che tali limiti potrebbero essere incompatibili con l’installazione di tecnologie 5G, soprattutto con riferimento all’obiettivo di qualità di 6 V/m, previsto dal D.P.C.M. 8 luglio 2003, di gran lunga inferiore ai limiti stabiliti a livello europeo dalla Commissione per la protezione delle radiazioni non ionizzanti (ICNIPR) compresi fra 39 V/m e 61 V/m.
Alla luce delle criticità rilevate, l’Autorità individua i seguenti indirizzi generali che dovranno essere osservati dalle amministrazioni interessate per la rimozione degli ostacoli sia a livello locale che nazionale:
 rimozione delle restrizioni ingiustificate all’installazione di impianti di telecomunicazione ritenute illegittime dalla costante giurisprudenza costituzionale e amministrativa;
 messa a disposizione degli operatori Telco di tutte le informazioni relative agli impianti installati e alle loro caratteristiche/schede tecniche, indicando altresì le aree in cui è possibile localizzare gli impianti;
 previsione di meccanismi che permettano la localizzazione degli impianti di telecomunicazione aventi la qualità di opere di urbanizzazione primaria, anche tramite meccanismi di deroga ai criteri di localizzazione degli impianti e meccanismi di proposta di siti alternativi;
 previsione di meccanismi di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione all’installazione di impianti tramite l’implementazione di uno sportello unico tramite cui far transitare tutte le istanze e la previsione di strumenti quali i protocolli di intesa tra amministrazioni e operatori Telco.
Infine, l’AGCM rileva la necessità che Governo e Ministero dello Sviluppo Economico valorizzino e rendano pienamente operativo lo strumento del SINFI (catasto delle reti), fornendo così le informazioni necessarie per l’installazione di impianti e mettendo a disposizione le informazioni relative alla loro localizzazione e le loro caratteristiche tecniche.

AGCM_segnalazione_5G

18 Dicembre

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n.290 del 14-12-2018) il D.L. 14 dicembre 2018, n. 135, c.d. Decreto legge semplificazioni.

Il decreto legge 14 dicembre 2018, n. 135 recante “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione” (“Decreto”) è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 290 del 14.12.2018 ed è entrato in vigore il 15 dicembre 2018.

29 Novembre

Dieci anni da Lehman: la ‘clausola patti chiari’ nella giurisprudenza

Premessa

Oggetto della presente analisi sono gli orientamenti giurisprudenziali determinatisi a partire dal 2010 in merito alla valenza ed alla interpretazione della dicitura, prevista dal protocollo Patti Chiari ‘Obbligazioni a basso rischio e basso rendimento’, inserita negli ordini di acquisto e nelle note di eseguito relativi a quei ‘bond’ Lehman Brothers (la larga maggioranza) che sino al 15 settembre 2008 mantennero le caratteristiche previste dal protocollo suddetto («Il titolo fa parte dell’elenco delle obbligazioni a basso rischio-rendimento emesso alla data dell’ordine e redatto nell’ambito del progetto ‘patti chiari’. N.b. in base agli andamenti di mercato, il titolo potrà uscire dall’elenco successivamente alla data dell’ordine. Il cliente sarà tempestivamente informato se il titolo subisce una variazione significativa del livello di rischio», di seguito la ‘clausola’).

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